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venerdì 9 settembre 2011

Un post verde verde... per un blog a impatto zero!

Ci sono tanti blog che seguo... fin troppi!!!
Nell'ultimo mese (Agosto) sono rimasta colpita da alcuni progetti trovati sul blog di Cristina Bracciali PET e sul blog di Alessia Gelly Bangles.
A tutto questo... uniteci il fatto che a fine luglio ho sostenuto un esame interessantissimo (PROCESSI di COMBUSTIONE)... e aggiungeteci pure la mail di Alice di DoveConviene.it.
Non si capisce molto, eh?!?!
Mi è venuta voglia, leggendo i post appena linkati, di provarci... di provare a recuperare qualche bottiglia colorata di PET da 1,5 o 2 litri per ricavarne dei braccialetti che sembrano quasi di vetro.
Ho cercato in rete qualche informazione in piu' e ho 'sperimentato'... perchè se vuoi imparare a fare una cosa... il miglior modo è provarci, provarci, riprovarci e migliorarsi!
Sono partita da una candelina scaldavivande, forbici (ma viene meglio con un buon coltello), bulini in legno (che ho poi scoperto NON servire a nulla) e bottiglie di plastica.
Ci vuole davvero poco in temini di tempo e di manualità... la plastica, scaldandosi, fa tutto da sola... si arriccia, si incurva, si deforma... e ogni risultato è diverso dal precedente. Una soddisfazione! Credetemi!
Alla fine ho provato anche a fare un fiorellino... tutto la prima volta, eh!?!
MA (c'è sempre un MA!)... c'è questo piccolo inconveniente che se avvicini troppo la plastica alla fiamma della candela... o ti soffermi un secondino in piu'... si scurisce irrimediabilmente tutto!
Ecco il mio primissimo risultato:


Si possono fare perfettamente circolari oppure tagliati... ci si puo' sbizzarrire!

Poi, ho fatto una scoperta! (E qui entra in gioco l'esame di PROCESSI DI COMBUSTIONE e il meraviglioso docente che abbiamo avuto!)
Finisco di fare questi braccialetti e ripulisco tutto... ma mi accorgo che un angolino di uno dei braccialetti 'punge' un po'... per fare prima, accendo un fornello e faccio il ritocchino: con la fiamma del fornello è mooooooOoOOolto piu' semplice... la plastica si scurisce con moooooOOoOooOOlta piu' difficoltà!
Eureka! Effettivamente l'avevo anche studiato! Perchè non c'ho pensato prima?!?!?!

Intanto "il tipo di combustibile ha un ruolo importante (le molecole dei costituenti la cera, combustibile per la candela, sono ad alto numero di atomi di carbonio, e più facilmente formano fuliggine) ma anche il tipo di fiamma lo ha. Quella del fornello è a gas - metano o GPL - ed è PREMISCELATA quindi non vi si formano sacche di combustibile in assenza di ossigeno, mentre la candela è una fiamma A DIFFUSIONE e quindi il combustibile vi si trova naturalmente segregato dal comburente ad alta temperatura e più facilmente forma fuliggine.
Il PET poi, a sua volta, è combustibile e questo complica la cosa: se si scalda al punto da evaporare molto, e se i vapori si infiammano, si comporta un po' come una candela e questo può portare alla formazione di fuliggine (nerofumo). Siccome il riscaldamento avviene con una fiamma libera, l'ignizione è molto probabile.
Infine, la candela ha una fiamma luminosa ed irraggia intensamente, il che può portare ad un riscaldamento della superficie del PET più intenso rispetto a quanto prodotto dalla fiamma del fornello, che scambia essenzialmente per convezione. Quindi con la candela si può avere una produzione di vapori di PET più rapida, mentre la parte interna del PET non si scalda ancora."
(Grazie prof per essersi fatto coinvolgere... se mai dovesse leggere questo post! ;-))
Riassumendo: per questo tipo di 'lavoro' se si usa il fornello invece della candela si evitano quegli sgradevolissimi aloni neri sui bordi dei bracciali!!
Ed ecco il risultato di una rapidissima prova al fornello fatta ieri mattina mentre nel frattempo scaldavo il latte ai bimbi (nel microonde... mica sul fornello!?!?!? O.o):


Belli vero? Senza neanche un cenno di nerofumo! Tiè! Veloci da fare e... a IMPATTO ZERO... come il mio blog!
Come perchè?!?!? Perchè Alice mi ha scritto che su DoveConviene.it c'è un'iniziativa molto ecologica... basta aderire con il proprio blog a questa iniziativa e 'loro' pianteranno un albero per te! Bello, no?

5 commenti:

Alessia ha detto...

Brava Miriam, è proprio vero che la sperimentazione e il "fare" sono l'ingrediente più importante :D
Io uso un metodo ancora diverso perché trovo il fornello un po' scomodo, grazie anche per la spiegazione tecnica, per fortuna alla candelina non avevo pensato ;)

L'Albicocca ha detto...

Ma grazie Alessia! Sai... in verità il prof. mi suggeriva di usare un getto di aria calda... tipo l'asciugacapelli... Conosco un aggeggio che serve per queste cose... ora non mi viene il nome... si usa anche nello scrapbooking... ma io non ce l'ho! Ecco un'altra cosa per la mia wish-list natalizia! :)

CRISTINA SPEROTTO ha detto...

Cara Miriam,

eccomi qui, ho letto con attenzione questo post, e ti ringrazio perchè mi hai fatto scuola :-) Nel mio sperimentare con i materiali non mi soffermo a tante riflessioni, e qui da te ho imparato. Grazie a te e al tuo prof! Per quanto riguarda l'aggeggio ad aria calda, sì, si tratta del phon per embossing. Io l'ho acquistato pensando di fare molto prima a realizzare i miei gioielli & co. in Pet, in verità - ed è un'impressione del tutto personale - il suo uso non mi soddisfa, trovo comunque che la plastica lavorata con il fuoco abbia un aspetto più affascinante.

Buona sperimentazione con altri materiali allora, se avrai voglia, ;-)))

Cristina
www.orkideaatelier.blogspot.com

L'Albicocca ha detto...

Accidenti! Che bello! Ho un commento di Cristina... anzi... di OrkideaAtelier...
Grazie di cuore per essere passata di qui ;-)
Notte Miri

Serena ha detto...

Ciao! Grazie per il suggerimento del fornello, io per ovviare al problema del nero stavo facendo fuori accendini su accendini! anche io ho realizzato dei bracciali in pet, se vuoi dare un occhio al mio blog li ho appena postati!

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